... 07 maggio ...

Prima di descrivere la cerimonia ufficiale durante la quale alle autorità coazzesi è stata ufficialmente consegnata la bandiera Franco-provenzale, proviamo a fornire sull’argomento qualche notizia di carattere storico e geografico.

In Piemonte i territori Occitani  sono quelli compresi tra la Val Chisone, la Val Varaita, la Val Maira, la Vermegnana, la Val Grana, la Valle del Po e l’Alta Valle di Susa. Sono zone nelle quali si parla l’”occitano”, che deriva dalla lingua latina come l’italiano, lo spagnolo, il francese, il catalano, il portoghese, il rumeno, il ladino, il francoprovenzale e il sardo. Il territorio occitano si estende quindi dalle “valli olimpiche” del Piemonte ai Pirenei e all’oceano Atlantico, dal Massiccio Centrale a nord fino a sud sul Mediterraneo, con importanti città come Tolosa, Marsiglia, Avignone e Clermond-Ferrand.

Le valli occitane d’Italia non hanno grandi centri, ma moltissimi paesi e villaggi arroccati sui monti ricchi di opere d’arte e di feste che rinnovano antichi rituali.

La civiltà occitana si diffuse per merito dei “poeti trovatori”, ossia poeti itineranti che fra il XII e il XIII secolo cercarono e trovarono il rinnovamento della poesia nell’Europa medievale vagando di castello in castello dal territorio occitano francese, all’Italia, alla Catatonia, alla Spagna. Protetti dai nobili signori, componevano versi ispirati alla natura, poesie d’amore o sul valore degli uomini, influenzando la letteratura che si sviluppò in Italia dopo il Mille.

Persino Dante Alighieri prima di scrivere la Divina Commedia fu incerto se adottare la lingua d’Oc o l’Italiano.

La lingua dei trovatori è la stessa degli abitanti delle Valli Occitane, sebbene trasformata dallo scorrere dei secoli secondo un processo che si ritrova più o meno identico in tutte le lingue. Così ogni villaggio, ogni paese, ogni valle occitana ha il suo modo di dire, il suo accento, parole che si dicono lì e non altrove, eppure l’intercomprensione è rimasta intatta e pur nelle diversità gli Occitani di regioni lontane hanno la stessa lingua madre e condividono gran parte delle parole del ricco vocabolario occitano.

Il nome “oc” fu attribuito da Dante Alighieri: egli distinse fra la lingua del SI (il toscano), lingua d’OC (l’occitano) e lingua d’OIL (del oui, cioè il francese). Oc viene dall’affermazione latina “hoc est”, che significa questo è.

I Francoprovenzali sono un’altra minoranza linguistica storica delle montagne olimpiche, ubicati tra la media e la bassa Val di Susa, la Val Cenischia, il Moncenisio.

La lingua occitana e quella Francoprovenzale sono riconosciute da una Legge del Parlamento italiano emanata nel 1999 che promuove e tutela le minoranze linguistiche storiche: Occitani, Francoprovenzali, Ladini, Sardi, Friulani, Albanesi etc, e come tutte le Regioni riconosciute hanno un loro simbolo, una loro bandiera. La bandiera occitana è su fondo rosso con una croce gialla con quattro bracci di uguale lunghezza che si allargano verso la sommità e terminano con tre pomelli . Gli occitani hanno pure un loro inno, una canzone d’amore intitolata “Se chanta”.

Ed ora veniamo alla manifestazione vera e propria.

Ogni cerimonia “formale” a Coazze richiede la presenza, oltre che delle indispensabili autorità, anche della Banda Filarmonica Coazzese e del Gruppo Majorettes HappyBlue, qui schierate davanti allo stand della Pro Loco.

Numerose ed autorevoli le presenze che hanno preso parte all’ufficializzazione della consegna della Bandiera, dai sindaci della Comunità Montana Valsangone a quelli delle Valli limitrofe, letterati, studiosi e promotori della divulgazione della cultura delle minoranze linguistiche.

La solennità della celebrazione è stata “colorata” dall’esecuzione di alcune marce da parte della formazione bandistica locale, sulle cui note si sono esibite le Majorettes del gruppo HappyBlue, raccogliendo consensi ed approvazione da parte del numeroso pubblico presente.

Momento clou della manifestazione è stato quello in cui la nuova bandiera, consegnata al  Primo Cittadino Paolo Allais, è stata issata sul pennone del balcone del Palazzo Comunale accanto a quella Italiana e quella di Coazze mentre la Banda eseguiva l’inno Occitano “Se chanta”.

 

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